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Sigaretta elettronica, cosa ne pensano i consumatori

Mentre il ministro della Sanità francese Marisol Touraine ha disposto oggi un’inchiesta per approfondirne gli effetti e l’Unione europea si prepara a regolarne la commercializzazione, la sigaretta elettronica prende sempre più campo fra le bocche dei fumatori.

Tra favorevoli e contrari, la tendenza si è trasformata in moda e gli utilizzatori anche nel nostro Paese crescono esponenzialmente. Si contano infatti oltre 400mila italiani aspiratori di sigarette elettroniche i quali, entro la fine dell’anno – secondo le stime dell’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe) –, potrebbero diventare 1 milione.

Chi l’ha provata ne apprezza i vantaggi e si prodiga a elogiarli sui social network. Oltre ai benefici per la salute (ancora da verificare, considerati i risultati contraddittori degli studi di settore), la versione elettronica della cosiddetta “bionda” permette infatti di poter ‘fumare’ anche in luoghi non consentiti ai fumatori, lasciando a casa odori e sapori poco gradevoli. Per non parlare dei benefici per il portafogli.

Ma la domanda più ricorrente tra chi, incuriosito dalla nuova invenzione, non si è ancora iniziato al fumo elettronico è: funziona davvero?

Su Facebook il parere degli utilizzatori è quasi unanime. “A casa mia sia mio fratello che mia madre la usano benissimo e hanno smesso di fumare la tradizionale sigaretta già da più di un mese”, si legge su una pagina dedicata. E ancora: “Dopo 39anni a 50 sigarette al giorno sono 2 mesi che non ‘puzzo’ più …non mi sembra ancora vero!!!!”. C’è chi la definisce “l’invenzione del secolo” e chi, forse travisando paragoni azzardati, ne apprezza anche la funzione di “aerosol”.

Esistono anche voci dissonanti, come chi ritiene che “è sempre fumare” e chi non ha trovato nel suo utilizzo un valido metodo per allontanare quelle tradizionali: “Per parecchi mesi mio marito fumava solo quella, ora ha ricominciato”.

Tra le tante opinioni sulla sigaretta elettronica, il ministro della Salute Balduzzi, durante il Summit tenutosi ieri a Dublino tra i vertici della sanità, ha manifestato i suoi dubbi: “La loro diffusione è contraria agli sforzi di disincentivare la moda dell’uso di sigarette, anche perché possono essere usate per aggirare i divieti, sia sulle aree smoke free che sui minori, e poi perché possono contenere nicotinoidi”. L’ultima parola spetta all’Unione europea, a cui spetterà regolamentarne l’utilizzo.

Fonte: blogsicilia.it