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“Aperti al dialogo, ma basta sgambetti al settore della sigaretta elettronica”: parla F.I.E.S.E.L. Confesercenti

Mettere le cose in chiaro, perché sul mondo dell’e-cig, nuovo anche per tecnici, ministeri e specialisti sono state dette troppe inesattezze. È uno degli obiettivi per cui è nata Fiesel, l’associazione di categoria Confesercenti che rappresenta i rivenditori di sigarette elettroniche. L’altro è ovviamente la lotta contro le norme “punitive” della legge 99/2013. Un terzo è forse la consapevolezza che la categoria dei rivenditori e di chi commercializza il prodotto e-cig e i liquidi aveva bisogno di un proprio riferimento, che non delegasse la rappresentanza ai produttori.

“I vari operatori stavano ancora assimilando le dinamiche di questo nuovo mercato per cogliere le esigenze di una collettività sempre più ampia”, spiega Massimiliano Federici, portavoce Fiesel. “Eravamo tutti concentrati sull’innovazione che è alla base della nostra attività e non c’è stato il tempo di darci delle regole che tutelassero il nostro lavoro”. Tempo prezioso, visto che “la legge 99 del 9 agosto 2013 – continua – ha messo in pericolo, ed è un eufemismo, il prosieguo di 4000 nuove attività e 10.000 posti di lavoro. Dobbiamo opporci a questa legge insensata che ci è stata imposta. Percorreremo tutte le strade che abbiamo davanti”.

Regole “assurde”, ricorda Federici. “Il solo pensare di applicare un’imposta su una batteria o un cavetto Usb del tutto uguale a quelle usate per un telefonino o per una torcia è paradossale e non merita altre parole. La stessa tassazione applicata ai liquidi è una forzatura che ci lascia altrettanto sbigottiti”.

“Vogliamo capire con chiarezza se l’esigenza dell’esecutivo è quella di far cassa o quella di annientare un settore – spiega Federici -. Se fosse la seconda ci dicano a beneficio di chi e che cosa ed ammettano pubblicamente le proprie responsabilità assumendosi le conseguenze delle loro azioni. Se, come spero, l’esigenza è di recuperare gettito – spiega ancora – non è il provvedimento approvato adatto a garantirlo. Produrrà la chiusura di numerose attività e l’ennesimo disastro in termini di occupazione nonché il trasferimento delle nostre virtuose aziende all’estero con conseguente incremento delle entrate erariali degli altri Paesi e non dell’Italia”.

Una protesta incanalata nelle energie dell’associazione che ha trovato in Confesercenti, 350mila piccole e medie imprese rappresentate sul territorio, una “sponda” autorevole per i negoziati. “Abbiamo scelto la Confesercenti per la sua storia, perché ci sta garantendo e continuerà a garantirci un’assistenza qualificata – sottolinea Federici -, dei professionisti di altissimo livello e l’accesso al sistema che va fatto, garantendo al contempo la nostra autonomia”. Altra collaborazione è quella con la Liaf, la Lega italiana Anti Fumo, che “ci ha garantito il suo appoggio”, ma lo sguardo va anche alle altre associazioni con cui “è auspicabile il dialogo”.

“Le azioni che metteremo in campo sono tutte quelle necessarie a tutelare la nostra categoria e i consumatori – continua Federici -. E in primo luogo va acclarata la differenza tra svapatori e fumatori. Sono due mondi distinti”.

Vapore e non fumo – “Chiarirne la differenza è il nostro primo obiettivo”, dichiara Federici. “Il fumo è il risultato della combustione di carta e tabacco, con il rilascio di catrame, polveri sottili di ogni tipo, il vapore è uno stato fisico, aeriforme, in cui questi elementi sono assenti”. Oltre alla tutela legale, la Fiesel si prepara a mostrare “ai ministeri competenti i numerosi studi scientifici che hanno trattato l’argomento”, sicuri che ci si trova davanti a una “rivoluzione culturale”, quella della sigarette elettronica, “e i ministeri dovranno considerarli”, afferma con forza il portavoce.

La torta della nonna – L’altro fronte è sicuramente quello dell’informazione. Convinti che per “gli interessi di pochi” troppe “ingiustizie” siano state compiute con “arroganza”. Federici di fronte ai toni allarmistici circolati intorno alla sigaretta elettronica propone una confronto:  “Se asserissi che mia nonna ha nociuto alla mia salute preparandomi la sua buonissima torta di mele perché analizzandola al suo interno ho trovato 4 uova e non è consigliabile per la salute mangiare 4 uova al giorno, e titolassi torta di mele nuoce alla salute – spiega Federici -, farei probabilmente ascolti ma, dimenticando di dire che ne potevo mangiare tutto al più un paio di fette, sto mentendo sapendo di mentire per un po’ di gloria personale e magari per qualche contributo non proprio disinteressato”. La metafora della torta: viene da pensare alle foto che circolano in Rete sulla composizione di un noto aroma per dolci venduto in tutti i supermercati. La composizione identica a quella dei liquidi per e-cig. Come a dire: “Tassate le torte delle nonna”.