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Sigarette elettroniche, negozi “in fumo”

Genova – Le ferie estive sono terminate ma le saracinesche di decine di negozi di sigarette elettroniche sono rimaste abbassate. Anche in Liguria il mercato delle e-cig sta attraversando un momento di grossa difficoltà: sono bastati pochi mesi e dopo il boom iniziale è già iniziato il declino.

«Il clou del fenomeno si è registrato intorno a Natale – spiegano i tabaccai del centro di Genova – con un calo di vendite del 40 per cento delle sigarette tradizionali. Ma col tempo la situazione sta lentamente tornando come prima: del resto basta guardarsi intorno per rendersi conto che anche per strada non ci sono più tantissime persone che “svapano”». E i negozianti di sigarette  elettroniche confermano il calo: «Rispetto al boom dei mesi iniziali oggi le vendite sono calate del 70 per cento – spiega Stefano, che lavora in un negozio di fumo elettronico di via San Vincenzo – Se invece consideriamo l’assestamento del fenomeno il crollo delle vendite è pari al 40 per cento».

E Massimiliano Begotti, della Lega Italiana Fumo Elettronico conferma: «Siamo già a un buon 30 per cento di chiusure dei negozi. La pubblicità negativa dei media si è ripercossa pesantemente sul settore».

I produttori puntano il dito sulla confusione che si è venuta a creare intorno alle sigarette elettroniche: «A partire dalle tasse che stanno per essere applicate sino alla campagna di discredito del prodotto – continua Begotti – Il grosso comunque viene fatto dai divieti che di fatto ci hanno accomunato alle sigarette tradizionali». «E questo ha spaventato molti potenziali clienti – gli fa eco Massimiliano Mancini, presidente dell’Associazione Nazionale Fumo Elettronico – Si demonizza la sigaretta elettronica dimenticandosi di raffrontarla alla sigaretta reale,c he è una cosa molto diversa».

Quello che fa più paura ai negozianti è il decreto legge approvato l’otto agosto che prevede un’imposta sulla sigaretta elettronica: «La tassazione – prosegue Mancini – non può che scoraggiare chi vuole investire in nuovi negozi e spaventare i consumatori». «Si tratta di una tassa fatta passare con un decreto assolutamente anticostituzionale – si scalda Elena Ferrea, titolare dei negozi Ovale di Genova – che colpisce uno dei pochi settori in crescita nonostante la crisi». Un provvedimento su cui tra l’altro vige la confusione: «Hanno fatto il decreto legge – spiega Massimiliano Begotti della Lega Italiana Fumo Elettronico – ma non il decreto attuativo così nessuno sa come verrà applicata la legge». «Senza contare – prosegue Massimiliano Mancini, presidente dell’Associazione Nazionale Fumo Elettronico – che la nuova tassa è del 58 per cento e viene applicata a un prodotto che già paga l’Iva 21 per cento. Facendo salire la tassazione complessivamente all’80 per cento è ovvio che c’è la volontà di affossare il settore».

Produttori e negozianti sottolineano come la sigaretta elettronica sia meno dannosa di quella tradizionale: «Vorremmo far capire alle istituzioni – continua Begotti – che tassando i negozi per recuperare 117 milioni di euro si rischia solo di spendere in futuro miliardi di euro in nella sanità per curare le malattie dovute al tabagismo».

Fonte: ilsecoloxix.it