Come anticipato, secondo le stime pubblicate su BMC Public Health e presentate all’incontro internazionale della Società per la Ricerca su Nicotina e Tabacco, la e-cigarette produrrebbe una riduzione del consumo di nicotina pari al 55 per cento: nello studio effettuato su 40 fumatori incalliti, registrando periodicamente i tassi di monossido di carbonio con sigaretta elettronica e tradizionale, è emerso che 22 per cento di loro aveva smesso di fumare, oltre il 30 ne aveva diminuito il consumo da 25 sigarette a 6, e di questi il 12,5 le aveva portate da 30 a 3.

Insomma sembrerebbe successo pieno, ma molti studiosi osservano come manchi una sperimentazione su larga scala, e inoltre, anche se nel vapore non ci sono sostanze carcinogene, può comunque irritare i polmoni, come afferma Roberto Boffi, pneumologo e direttore del Centro antifumo all’Istituto nazionale dei tumori di Milano: ‘La sigaretta vera altera nei bronchi i livelli di ossido nitrico, un marker di infiammazione. Anche con la versione elettronica c’è una modificazione, segno che proprio innocua non è‘. Questo perché nella versione elettronica è presente la glicerina, che ad alte temperature irrita le mucose, ed ancora peggio può fare nei prodotti venduti su internet, che essendo più potenti possono contenere glicerina tossica. In ultimo, la scienza deve ancora dimostrare in maniera ultimativa la non incidenza cancerogena dovuta all’assenza di combustione.

Ancora più drastico è il SERT, ossia il Servizio contro le tossicodipendenze, che si è schierato contro la sigaretta elettronica sostenendo che, se è vero che rispetto alle sigarette tradizionali non vi sono il catrame o altre sostanze dannose, è comunque presente la nicotina che è molto pericolosa per l’organismo, soprattutto per il cuore. Inoltre il problema è che la nicotina può essere inserita in quantità variabile: secondo Roberto Cavion, psicologo del SERT, ‘non si può agire in autonomia, servono assistenza e dosaggi, il fai da te è pericoloso come quello nelle diete. Serve un medico. Non si smette di fumare, anzi si rimane dipendenti e molti non lo hanno ancora realizzato‘.

Opinioni, pareri, ma finora l’unico vero effetto collaterale riscontrato è una possibile forma di allergia ai componenti aromatici, che ovviamente dipende dal singolo soggetto che può risultare intollerante.

Fonte: attualita.tuttogratis.it